Preparare più piatti in una volta sola, organizzare la settimana in cucina e avere sempre qualcosa pronto, è il metodo che molti stanno usando per mangiare meglio e buttare meno cibo.
C’è un momento della giornata che mette in difficoltà parecchie persone… non è il lunedì mattina, curiosamente, ma la sera, verso le sette. Si apre il frigorifero, si guarda dentro… e non si capisce bene cosa cucinare. Magari la giornata è stata lunga, la voglia di mettersi ai fornelli non è proprio altissima e alla fine si improvvisa qualcosa: un panino veloce, una pasta al volo, oppure si ordina qualcosa da mangiare. Comodo sì, ma non sempre economico e a volte nel frigo rimangono ingredienti che poi finiscono dimenticati.

Negli ultimi tempi sempre più persone stanno provando un sistema semplice che arriva soprattutto dal mondo anglosassone, si chiama batch cooking: e detto in parole povere, significa cucinare più cose in anticipo per la settimana. Una specie di piccola organizzazione domestica che evita il caos delle cene improvvisate.
Batch cooking: cucinare una volta, mangiare più giorni
L’idea dietro questo metodo è sorprendentemente semplice, cioè: invece di cucinare ogni sera, si dedica un paio di ore durante il weekend, spesso la domenica, per preparare diverse basi o piatti che poi verranno usati nei giorni successivi.
Non significa riempire il freezer di contenitori identici per tutta la settimana. Più che altro si preparano ingredienti da usare in più modi: verdure già cotte, legumi pronti, cereali, magari una teglia di lasagne o una zuppa che può durare 2 o 3 pasti. Così, quando arriva la sera e la fame inizia a farsi sentire, la cena è praticamente già a metà strada. Tutto quello che devi fare è assemblare, scaldare o aggiungere qualcosa di fresco.
Molte persone lo stanno adottando anche per un altro motivo molto importante: ridurre lo spreco di cibo. Quando si pianifica prima cosa cucinare, si compra solo ciò che serve davvero e gli ingredienti hanno meno possibilità di finire dimenticati in fondo al frigorifero. Poi ovviamente c’è anche il lato economico: perché fare la spesa con un minimo di pianificazione porta spesso a spendere meno… non sempre, ma quasi.
Come funziona il batch cooking
A sentire il nome sembra quasi una tecnica da chef, ma in realtà è molto più semplice di quanto sembri. Chi lo pratica di solito parte da poche preparazioni base ad esempio:
- riso o quinoa già cotti
- qualche verdura arrostita in forno
- legumi pronti
- una proteina principale come pollo o tofu.
Da lì poi si costruiscono piatti diversi durante la settimana. Puoi creare un giorno un’insalata ricca, il giorno dopo una bowl veloce o un’altra sera una pasta con verdure già pronte, così facendo cambiano i condimenti e il risultato non è mai identico.
Un piccolo trucco che molti consigliano è anche quello di usare contenitori trasparenti e dividere bene le porzioni. Sembra una sciocchezza, ma aiuta a capire subito cosa c’è dentro e soprattutto a ricordarsi di mangiarlo.
Beh, anche secondo me il batch cooking è molto utile, sia per il tempo che si recupera durante la settimana, sia perché quando torni stanco dal lavoro sai che metà cena è già pronta… e la differenza si sente.
Poi la cosa bella è che se hai voglia prendi padella e mestolo e cucini quello che ti pare. Se invece proprio non ti va, apri il freezer, prendi ciò che hai preparato ed è fatta. La cosa fondamentale è avere la libertà di cambiare programma: un’improvvisata, una serata diversa, si ordina una pizza… però almeno non succede tutte le sere e già questo, in cucina, è quasi una piccola vittoria.





