L’ombra di Harry spaventa il Sud Italia: scuole chiuse, trasporti in tilt e allerta massima in Sicilia e Calabria. Scopri cosa sta succedendo e quanto durerà l’emergenza meteo nelle prossime ore.
Il Ciclone Harry ha portato devastazione ed anche non poco spavento su diverse zone del Sud Italia. Ci sono stati dei danni importanti a linee ferroviarie e stradali del Meridione. Ed anche ad altre infrastrutture importanti per il traffico veicolare privato e commerciale. La presenza di questo vortice di aria e di precipitazioni anomale ha scombussolato la normalità di migliaia di persone soprattutto nelle primissime settimane del 2026.
All’inizio il Ciclone Harry non sembrava essere affatto tale. Da un semplice peggioramento del quadro meteorologico, questo fenomeno d’alta quota ha assunto una violenza inaudita. Gli esperti del settore hanno stimato la potenza del Ciclone Harry con una potenza equiparabile a quella di categoria 2 su una scala di 5. Non inganni un livello che a prima vista potrebbe apparire come basso.
I fenomeni di questa classe includono infatti raffiche di vento comprese tra i 154-177 km/h), con danni a tetti e coperture di case ed altre costruzioni, alberi sradicati ed interruzione prolungata della erogazione di energia elettrica. Harry ha colpito il Mediterraneo occidentale imperversando in particolare su Sardegna, Sicilia e Calabria. Ed anche su Spagna e Nord Africa, tra il 16 e il 23 gennaio 2026.
C’è stata anche una coda nei primi giorni di marzo 2026, ed infatti le autorità tengono sotto stretto monitoraggio le province di Catania, Messina e Reggio Calabria a causa di possibili piogge intense e mareggiate. Per le quali è vietato l’ingresso in mare con piccole imbarcazioni, ed estrema prudenza anche con navi di più grossa stazza. Le onde infatti hanno superato i 10 metri, inghiottendo larghi tratti di litorale ed isolando le isole minori come le Eolie e le Pelagie.
In alcune aree della Sicilia orientale e della Calabria occidentale hanno soffiato venti fortissimi, fino anche a 150 km/h. Ed i sindaci di diverse località delle province di Messina e Catanzaro hanno disposto delle ordinanze urgenti per le quali decretare la chiusura straordinaria delle scuole. Anche il consueto traffico di traghetti nello Stretto di Messina ha visto la interruzione totale dei traghetti tra Sicilia e Calabria.
Problemi sono stati segnalati pure lungo la linea ferroviaria Messina-Taormina ha subito pesanti rallentamenti, tornando operativa solo nelle ultime ore grazie a interventi strutturali d’emergenza. E nel Nisseno e nel Catanese, diverse famiglie sono state costrette a lasciare le loro case per via della eccessiva vicinanza a corsi d’acqua giudicati a rischio esondazione.
La Protezione Civile vigila per l’allerta meteo e ha parlato di spostamento della perturbazione verso est entro la serata di oggi, domenica 8 marzo. Nel frattempo la stessa, ed altre autorità, restano ben vigili. Il suolo, già saturo per le piogge record (in alcune zone è caduta in tre giorni la metà della pioggia di un intero anno), rischia di cedere sotto forma di frane e smottamenti. Ed il bilancio dei danni è già pesantissimo: si parla di oltre 1,2 miliardi di euro tra infrastrutture distrutte e colture spazzate via.