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Ho passato la notte a caccia della Cometa di Halley: ecco perché il cielo del 2026 non sarà più lo stesso

Non è solo astronomia, è un appuntamento col tempo: la Terra sta per attraversare la scia di detriti lasciata dalla Cometa di Halley nel 1986. Tutto quello che devi sapere sulle Eta Aquaridi di maggio 2026 e come fotografare le scie luminose con il tuo smartphone.

La Cometa di Halley ha qualcosa di leggendario. Questo corpo celeste, scoperto ufficialmente nel XVIII secolo da sir Edmond Halley ma osservata dall’uomo già all’incirca duemila anni fa (ed il cui nome negli annali di astronomia è 1P/Halley), rappresenta il più famoso e brillante del suo tipo tra quelli che provengono dal disco diffuso (la parte più interna della Fascia di Kuiper che si estende attorno al Sistema Solare oltre Plutone, n.d.r.). Ed è la cometa per antonomasia. Il suo ultimo passaggio è avvenuto nel 1986, ed il prossimo accadrà per la precisione il 28 luglio 2061.

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Ci sono tanti motivi di interesse affinché questa data sia così attesa. Sperando di esserci per allora, la osserveremo con strumenti certamente più innovativi. In altri trentacinque anni non vuoi che venga creato qualcosa in grado di facilitarne l’individuazione? Senza dimenticare che stavolta, rispetto a quaranta anni fa, la Terra si troverà in una posizione molto più favorevole per potere fare si che la Cometa di Halley possa essere ammirata al meglio. Nel frattempo però cominciano ad incrociare il nostro pianeta alcuni suoi residui.

Lo spettacolo delle Eta Acquaridi in primavera

Si tratta delle Eta Acquaridi, un insieme di meteore sorte dalla disgregazione della coda della Cometa di Halley e che hanno secoli di esistenza alle loro spalle. Adesso questi detriti vaganti si trovano in un periodo nel quale intrecciano l’orbita terrestre. La loro individuazione non è complicata, e cercando bene in giro per ulteriori informazioni si apprende anche il punto preciso di cielo in cui potranno essere osservate. Bisogna alzare gli occhi al cielo in una zona di campagna o di montagna, che sia bene alla larga dalle luci degli ambienti urbani.

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Cerca la costellazione dell‘Acquario in direzione est, poco prima l’alba inizi a schiarire l’orizzonte. Le Eta Acquaridi si faranno notare con una scia verdastra. Le cui stime di spostamento si attestano su una velocità di ben 66 km al secondo. Date le condizioni di luce ancora bassa, chi ne è dotato può benissimo sfoderare un binoco, un cannocchiale oppure un telescopio per godersi meglio questo spettacolo cosmico.

Perché le Eta Aquaridi 2026 sono diverse da tutte le altre

Va detto che le Eta Acquaridi passano ogni anno, tra aprile e maggio. Ma nella primavera del 2026 avrà luogo un allineamento astrale propizio, senza l’ingombrante presenza della Luna la cui luminosità altrimenti oscurerebbe il transito di queste meteore. Ciò vuol dire che anche i frammenti più piccoli della scia della Cometa di Halley saranno visibili a occhio nudo.

E come se non bastasse, quest’anno “l’esercito” delle Eta Acquaridi sarà anche più folto rispetto al solito. Le condizioni di osservazioni ideali quindi richiedono di stare lontano dalle luci della città tra le ore 03:00 e le 04:30 del mattino. L’anno scorso io ho usato proprio un piccolo strumento di osservazione amatoriale ed è stato bellissimo.

Mi hanno chiesto se ne fosse valsa la pena, fare una levataccia del genere. Assolutamente si. Nonostante il freddo, la stanchezza al lavoro e la sensazione viscerale di voler tornare a letto sono state sconfitte da un panorama sullo spazio come mai mi era capitato di vedere prima.

Come fotografare le Eta Aquaridi 2026 con il tuo smartphone (senza fare foto mosse)

Per avere delle foto di buona qualità (o anche meglio) fatte con lo smartphone, io ho fatto in questo modo. Questo è un trucco che applico ogni volta che ho voglia di catturare qualcosa di bello che avviene in cielo, ed in lontananza in generale. Ci vogliono solamente 30 secondi per settare tutto quanto.

Come fotografare le Eta Aquaridi 2026 con il tuo smartphone (senza fare foto mosse) – alberghierofiuggi.it

Non prendere in considerazione il flash, che in questo caso è del tutto inutile. Cerca invece, all’interno della tua fotocamera, due specifici settaggi chiamati “Modalità Notte” o “Astrofotografia”. Specialmente con gli smartphone di ultima generazione, queste modalità si riveleranno assai funzionali. Soprattutto dopo un periodo di circa 10 o 20 secondi in cui il sensore rimarrà aperto e si sarà adattato alle condizioni di bassa luminosità.

Per evitare poi degli scatti superflui, imposta la modalità scatto con il timer, 3 secondi saranno sufficienti. In questa maniera io premo il pulsante, tolgo la mano e lascio che il telefono si stabilizzi prima di iniziare a catturare la luce. E poi avere un cavalletto al quale fissare il dispositivo consente sempre il massimo della stabilità, e quindi della precisione. Intanto ad inizio marzo 2026 c’è stata una eclissi di Luna come non sempre è possibile vederne.

Published by
Salvatore Lavino