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COSA FARE

 TRA STUDENTI
Gli studenti dovrebbero essere informati sulla reputazione digitale e sulle modalità di conservazione dei dati online. Una foto scattata durante un momento divertente e pubblicata su Facebook, infatti, potrebbe diventare un fardello pesante col passare degli anni e, nei casi peggiori, addirittura compromettere un futuro rapporto professionale. I peccati di gioventù, all'epoca dei social media, vengono difficilmente perdonati, e si sommano ad altre informazioni per costruire una carta d'identità virtuale alla quale hanno accesso tutti coloro che posseggono semplicemente un collegamento internet.

Gli studenti devono: 

• mantenere riservati i propri dati, come password, indirizzi email e numeri di telefono;

• bloccare i bulli attraverso le apposite segnalazioni;

• non rispondere alle offese;

• conservare le conversazioni offensive, per dimostrare quanto è accaduto;

• ricordare che internet non si tratta di un gioco, quindi prima di mettere online materiale che potrebbe offendere qualcuno, pensarci più volte;

• non diffondere materiale offensivo ricevuto;

• pensare prima di fare qualcosa di cui ci si potrebbe vergognare.

 

A CASA

I genitori hanno un ruolo importantissimo in questa "battaglia”. Essi infatti sono presenti laddove sono assenti gli insegnanti. Per questo dovrebbero lavorare in sinergia con le istituzioni. Purtroppo si è già visto come ciò non avvenga. Anzi, spesso si scatena un conflitto dagli effetti deleteri.
L'esagerata esigenza di giustificare il comportamento dei  ragazzi, l'incapacità di capire la portata di determinate azioni e l'ignoranza sulle dinamiche di internet hanno spesso portato i genitori a trascurare la vigilanza quando i figli sono online. Molti, sbagliando, pensano che se sono al computer i loro ragazzi non possono combinare guai. 
Il genitore deve perciò:

• supportare la scuola nelle attività di educazione ai media;

• confrontarsi con il figlio;

• aiutarlo a comprendere che qualsiasi atteggiamento negativo provoca sofferenza negli altri;

• fornire regole, spiegando che un comportamento scorretto determina la diminuzione della libertà d'uso del computer o dello smartphone;

• porre attenzione all'umore del figlio: se è depresso, irrequieto o impaurito dopo aver usato telefonino o computer potrebbe essere vittima di cyberbullismo.

• ricordare i rischi che potrebbe incontrare navigando;

• verificare il contenuto di siti considerati sicuri;

• controllare la cronologia di navigazione;

• ricordare che in quanto genitore si ha pieno accesso ai dispositivi dei figli;

• supportare il figlio quando utilizza la rete per fare una ricerca o un lavoro scolastico;

• definire il tempo massimo di connessione;

• incoraggiare le attività con il mondo reale.

 
Se il bambino ha più di tredici anni:

• verificare la sua lista dei contatti;

• controllare le procedure per navigare in sicurezza;

• stringere un accordo che implichi una diminuzione dei controlli solo se però il ragazzo si dimostra responsabile;

• tenere il computer in un luogo accessibile della casa.

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