Bullismo

Tutti i bambini hanno diritto a un'educazione, così come tutti i bambini hanno diritto alla sicurezza. Lo stabilisce la Convenzione dei diritti dell'infanzia, approvata dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989. 
In particolare l'articolo 28  sancisce che l'insegnamento primario è gratuito e obbligatorio per tutti, mentre il 29 stabilisce che l'educazione deve avere come finalità quella di "favorire lo sviluppo della personalità del fanciullo, nonché lo sviluppo delle sue facoltà e delle sue attitudini mentali e fisiche”.
La Convenzione si basa sui principi espressi nella Dichiarazione dei   diritti  del  fanciullo del 1924.

Il tema del bullismo dipende da questi principi perché qualsiasi evento che infici il diritto all'istruzione viola quei documenti e quindi obbliga lo Stato a intervenire per porvi rimedio.

È perciò possibile considerare il bullismo come un ostacolo importante all'integrazione    scolastica e al  benessere dell'individuo. 

Creare in classe un clima positivo, costruire un ambiente ospitale in cui il dialogo - soggettivo, culturale, etnico, religioso o di genere - sia favorito, permettere a tutti di partecipare: questi sono i presupposti per trasformare la scuola in un luogo di integrazione aperta al confronto e al dialogo e non di separazione ed esclusione.

La realtà del bullismo, ampiamente diffusa tra i banchi, si concretizza in atti di aggressione che si realizzano  spesso nel segreto ed in assenza di testimoni adulti.

La rapida diffusione delle tecnologie ha determinato, in aggiunta al bullismo “in presenza”, il  fenomeno  del  cyberbullismo, così definito dalla Legge 29 maggio 2017,  n.71: "qualunque forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d'identità, alterazione, acquisizione illecita, manipolazione, trattamento illecito di dati personali in danno di minorenni, realizzata per via telematica, nonché la diffusione di contenuti on-line aventi ad oggetto anche uno o più componenti della famiglia del minore il cui scopo intenzionale e predominante sia quello di isolare un minore o un gruppo di minori ponendo in atto un serio abuso, un attacco dannoso, o la loro messa in ridicolo".

Quest’ultima forma di bullismo, esercitata a distanza attraverso strumenti informatici, si traduce in numerose forme di aggressione e molestie,  sovente  accompagnate  dall’anonimato  ed  accresciute  dal  fatto  che  la distanza del persecutore rispetto alla vittima rende più difficile la percezione della sua sofferenza.

  

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