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News

In questa pagina si trovano le news in ordine di pubblicazione.

Organi collegiali

ORGANI COLLEGIALI A.S. 2015/16

Elzione studenti c.i.

Proclamazione eletti Consulta Provinciale

Consiglio di Istituto

COMPOSIZIONE DEL CONSIGLIO DI ISTITUTO :

Presidente: Sig. Ruggiero Gennaro

Dirigente Scolastico:  Dott. Ing. Cozzolino Francesco

Componente genitori: Nardò S., Pietro D., Santarelli M.

Componente alunni: Bernassola F., Bruni E., Proietti M., Gneo G.

Componente docenti: D'Emilia G., Baccari D., Amati G., Terrinoni A., Pilozzi A., Vinciguerra A., Santurri F., Cesaritti R.

Componente ATA: Melideo G., Liberale M.

 

DELIBERE DEL CONSIGLIO DI ISTITUTO A.S. 2021-22

 

cic

                                                 


Il suo vero nome è C.I.C. (Centro di Informazione e Consulenza) ed è stato istituito dalla Legge n° 162 del 26 giugno 1990.

Nell'ambito del progetto sull'educazione alla salute nelle scuole, i Centri di Informazione e Consulenza (CIC) rappresentano una grossa scommessa nella scuola italiana e confermano la necessità di essere a fianco agli studenti anche per problemi diversi da quelli esplicitamente legati al rendimento. 

In realtà si tratta di attività di prevenzione, informazione, sostegno e consulenza, rivolte a tutte le componenti scolastiche. Vale a dire che allo sportello d’ascolto si possono rivolgere gli studenti, i genitori e i pure docenti, anche se questi ultimi molto di rado usufruiscono del servizio.
Il CIC riconosce il bisogno degli studenti, lo abilita come diritto e cerca di fornire risposte professionali, pur senza invadere la sfera specifica dello psicologo. 
L'ipotesi di CIC è quella di un luogo dove due persone si incontrano; una chiedendo di essere accolta ed ascoltata, l'altra desiderosa di offrire autenticità, rispetto ed ascolto, sostegno - a studenti e genitori che ne facessero richiesta, nei limiti professionali dei docenti coinvolti - in situazioni di disagio, di crisi o di scelta.

Non il luogo, quindi, dove si risolvono i problemi, ma quello in cui ci si prende cura della persona dello studente che porta con sé una qualche difficoltà.

Lo Sportello d'ascolto

Quali sono, dunque, le tipologie d’intervento? I colloqui possono essere volti a fornire consigli agli studenti sul metodo di studio o sui problemi relazionali all’interno della classe, con compagni e docenti. Le famiglie spesso trovano un supporto utile per gestire le problematiche tipiche dell’età adolescenziale o per affrontare le difficoltà dei propri figli in modo più specifico nello studio.
Un’altra area di intervento è il cosiddetto «ri-orientamento», indispensabile nel momento in cui uno studente si renda conto che la scuola scelta non fa per lui. Magari in realtà le cose non stanno proprio così e il colloquio con gli operatori può servire  ad acquisire fiducia nelle proprie capacità e affrontare lo studio in modo più proficuo.

In altre parole, lo sportello d’ascolto ha lo scopo di incrementare il benessere psicofisico degli allievi, di prevenire fenomeni di dispersione scolastica e di supportare le famiglie.

Sempre limitatamente alle scuole superiori, ha inoltre l’obiettivo di favorire la capacità di orientarsi nella scelta del percorso formativo nel corso del quinquennio nonché nella scelta del percorso post-diploma.

Lo Sportello d'ascolto è soprattutto però uno spazio dedicato ai giovani e alle loro problematiche, alle difficoltà che i ragazzi possono avere con il mondo della scuola, della famiglia e dei rapporti interpersonali e ha quindi finalità di tipo informativo, orientativo e consultivo. 

Se poi, nel corso degli incontri dovessero emergere problematiche che necessitino un maggior approfondimento - o che si dimostrino complesse o "delicate" - , lo studente verrà indirizzato alla Psicologa operante nella scuola.

Per ulteriori informazioni e/o prenotazioni allo sportello CIC rivolgersi alla Prof.ssa De Santis Cristiana .e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Francia 2015

PAGINE APERTE SUL SITO WEB

I VOSTRI PENSIERI ......

Finché la guerra sarà considerata una cosa malvagia ,conserverà il suo fascino ;quando sarà considerata volgare , cessera' di essere popolare. 
-OSCAR WILDE-

Ci sono cose da fare ogni giorno:
Lavarsi,studiare,giocare , preparare la tavola a mezzogiorno •
Ci sono cose da fare di notte :
Chiudere gli occhi,dormire ,avere sogni da sognare , orecchie per non sentire•
Ci sono cose da non fare mai, né di giorno né di notte ,né per mare né per terra:
"LA GUERRA."
(Gianni Rodari)

In guerra mi facevano più impressione i vivi , che i morti . I morti mi sembravano dei recipienti usati e poi buttati via da qualcuno, li guardavo come se fossero bottiglie rotte . I vivi invece, avevano questo terribile vuoto negli occhi : Erano  esseri umani che avevano guardato oltre la pazzia e ora vivevano abbracciati alla morte . 
-NICOLAI VILINI-

La pace non è il lavoro di un uomo solo,di un partito , di una nazione .
Non c'è una pace delle nazioni grandi o piccole , la pace è il frutto della cooperazione di tutto il mondo .
(Barack Obama)

PENSIERI DELLA CLASSE 5E ART.

Parigi: la città delle luci è stata avvolta dalle tenebre…

Non c’è un posto sicuro, lo abbiamo visto con l’attentato a Parigi.

Giovani, persone come noi stavano passando una serata tranquilla, una serata tra amici, una serata come tutte le altre…ma, il 13 Novembre non è stato un giorno come gli altri, nessuno lo poteva prevedere, è successo, non si può tornare indietro.

Ci hanno colpiti al cuore, ci hanno feriti nel profondo, ci hanno tolto la libertà!

Tutte le povere vittime che hanno perso la vita in quella notte maledetta, non meritavano una fine così, una fine decisa da altri, da uomini crudeli, senza cuore, esaltati, pazzi, uomini senza pietà!

Tutte quelle persone che sono morte, ingiustamente, non hanno perso solo la loro vita, ma anche i loro sogni, le loro speranze, i loro ideali…

Magari anche loro, come noi, sognavano un mondo sicuro, fatto di pace e di amore, un mondo senza paura, senza armi, un mondo diverso da quello di oggi!

Non capisco il motivo di queste azioni, come possono delle persone uccidere altre persone innocenti? Come possono ferire tante persone senza provare rimpianti? Perché non possiamo vivere in un mondo dove regni la pace e l’odio venga sconfitto?

Quello che è successo a Parigi mi  ha spaventata, l’unica cosa a cui riesco a pensare è che ho paura, e se domani toccasse al nostro paese?

Tutti abbiamo paura, paura di morire, paura di uscire di casa, paura delle persone, paura del mondo!

La paura si è insinuata nei nostri cuori, temiamo altri attacchi, improvvisi, imprevedibili; abbiamo paura, ma non per questo dobbiamo smettere di sperare, smettere di vivere!

La speranza, come si dice, è l’ultima a morire!

Parigi ha spento tutte le sue luci, quella sera ha generato un blackout generale, ma gli altri paesi hanno risposto, dando il loro sostegno, accendendo un faro di speranza, tutto il mondo si è colorato di blu, di bianco e di rosso, tutto il mondo prega per Parigi, tutto il mondo è unito!

Questa è una bella cosa, forse quel mondo fatto di pace, amore e gioia non è poi così lontano…

La Repubblica Francese si fonda su tre principi: Libertà, Uguaglianza e Fratellanza!

(Liberté, Égalité, Fraternité )

Dobbiamo lottare per mantenere vivi questi ideali, dobbiamo lottare per il bene perché il male non sopraggiunga!

 

G.V. CLASSE : V E

 

>Venerdì è stato un giorno nero, un giorno di lutto, in giorno in cui, in nome 
di Dio sono state uccise delle persone. 
>Quello di venerdì sera in Francia è stato il più grave attacco terroristico 
contro una città europea dalle esplosioni di Madrid del 2004, che portarono 
alla morte di 191 persone. Per la Francia, poi, è il secondo grave attacco nel 
giro di un tempo relativamente breve: sono passati solo 11 mesi dalla strage 
nella redazione di Charlie Hebdo. Tutto il mondo è fermo, afflitto da tutto 
ciò. Come si può uccidere in nome di Dio? 'Non conosco peccato più grande di 
quello di opprimere gli innocenti in nome di Dio' così citava Gandhi, e così 
anche Papa Francesco ha espresso qualche ora fa con parole diverse lo stesso 
concetto dicendo 'Utilizzare il nome di Dio per giustificare la violenza è una 
bestemmia'.
>il messaggio che ci è stato mandato è questo 'se volete la pace dobbiamo fare 
la guerra'.
>JG

 

da aurora fanali

Oggi un nostro pensiero va in Francia alla città di Parigi che purtroppo ha subito un attentato. Come può solamente sfiorare alcune persone il pensiero di uccidere degli innocenti e chi gli dà il diritto di togliere la vita alle persone? La risposta è ovvia: nessuno. Ma lo hanno fatto senza scrupoli e rimorsi e lo avevano già fatto in passato sempre a Parigi per la rivista "Charlie Hebdo". Spero che tutta questa violenza finisca perché nessuno ha il diritto di decidere per la vita di altri e volevo dire che siamo vicini a tutta la Francia con il cuore. "Je suis Paris" #prayforparis

"Non riusciva a capire come mai aveva avuto bisogno di così tante parole per descrivere la guerra, quando ne bastava solo una: PAURA."
- G.G. Marquez "Cent'anni di solitudine"

(5DK con la partecipazione della Professoressa Mariani)

  I.P.S.S.E.O.A. "Michelangelo Buonarroti" 

 Via Garibaldi, 1- 03014 FIUGGI (FR)  

Centralino

0775-533614 / 515669

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